I Volontari in Cattedrale

Oggi persino la dura pietra sembra condividere la Giornata del Malato: la bellissima Cattedrale, infatti, è steccata, intubata, monitorata e sembra guardare con particolare affetto i corpi martoriati come lei.

A farne un grande tabernacolo sono le parole emozionanti, illuminanti che il Cardinale Angelo dice: “Infermi, voi siete per noi Gesù, siete Sacramento vivo della presenza del Signore, toccandovi, noi tocchiamo Lui, e questa è una certezza che non dobbiamo mai perdere, una consapevolezza che non deve mai venir meno: riconosciamo e onoriamo Gesù in voi. La fatica del vivere in un corpo limitato dalla malattia diventa più leggera quando sappiamo, quando sentiamo di poter contare su qualcuno a cui stiamo a cuore, che ha nel cuore fedeltà e tenerezza, qualcuno che sappia dire con Gesù: “Io sono sempre con te”.

All’ascolto di queste parole, in verità, tremiamo: siamo così fragili, noi sani che aiutiamo i malati, che siamo chiamati strumenti di Dio, guardati come strumenti di Dio, colmati di stima e riconoscenza, come riusciremo a mantenerci fedeli? E chissà quanti malati imprecano e perdono la fede e fiducia in Lui? Ti preghiamo, Maria, Madre di Misericordia, donaci la tua fedeltà.

Nell’anniversario del suo ingresso in Paradiso Don Germano Corona, attraverso i suoi scritti, ci dice che è importante capire che anche il dolore del corpo e dell’anima è una medicina che sana.

E allora noi tutti, sani e malati, volontari e perle, con Maria Santissima e San Luigi Orione chiediamo, come recita la preghiera del Malato, di “poter essere mani, braccia e cuori che aiutano Dio a compiere i Suoi prodigi, spesso nascosti”.

 

A.M.N.