Marzo: cammino quaresimale ed eventi orionini

Il mese di Marzo è stato sempre considerato il mese di Don Orione a partire dal ricordo della sua morte, il 12 Marzo del 1940 a Sanremo. In questo mese non sono mai mancate iniziative e proposte tese a sostenere la   conoscenza del Fondatore e soprattutto a studiarne e interiorizzare il carisma nei suoi vari e complessi aspetti. Molti volumi hanno già raccolto le riflessioni e gli studi di molti Figli della Divina Provvidenza come pure di tanti laici che lo hanno studiato e proposto con competenza. Nel 2014 il mese di Marzo è dedicato in modo particolare alla celebrazione del centenario della partenza dei primi religiosi orionini verso le missioni nei paesi del Sud America. Il nostro giornalino da alcuni numeri ne sta parlando con abbondanza. Una tappa importante tra le molte celebrazioni e commemorazioni che si stanno svolgendo in varie parti del mondo e d’Italia sarà proprio qui a Genova nei giorni 8 e 9 Marzo presso il Paverano, ma anche con alcune manifestazioni al molo di partenza presso il Porto e poi la celebrazione della Messa nella Cattedrale cittadina. Si prevede la presenza di alcune centinaia di persone tra religiosi e amici laici, i quali seguono e sostengono da anni il cammino delle missioni nuove e vecchie con molteplici iniziative. Sempre nel mese di Marzo, durante la Quaresima, si effettua la specifica giornata missionaria orionina, organizzata dalle singole Provincie Religiose della Congregazione. Questo collegamento favorirà certamente non solo la preghiera per i nostri missionari e per le missioni, l’intercessione per le vocazioni e le riflessioni sull’impegno missionario, ma anche le iniziative di solidarietà e di raccolta di aiuti per la realizzazione dei progetti di Famiglia. Abbiamo un grande numero di missionari orionini nel mondo. È bene assegnare le risorse umane e la nostra preghiera, ma bisogna anche pensare alle risorse economiche con la nostra offerta. È già stato definito il tema e il simbolo della Giornata Missionaria, i medesimi dell’Anno Missionario: l’albero verde con la scritta “solo la carità salverà il mondo”.
E, come si accennava, liturgicamente nel mese di Marzo inizia la Quaresima con il mercoledì delle ceneri e la prima domenica il 9 Marzo. Il tempo quaresimale sappiamo essere centrale nella spiritualità cristiana perché ci prepara immediatamente alla Pasqua. Quaresima vuol dire 40 giorni, vuol dire i 40 giorni vissuti da Gesù nel deserto prima di iniziare il suo ministero pubblico; vuol dire i 40 anni del popolo ebreo nel deserto per poter entrare nella terra promessa. 40 giorni di rinnovamento e adesione con tutte le forze a Dio.
Quaresima tempo di cammino e preparazione anche per noi. Nel deserto Gesù ha scelto la maniera di fare il Messia. Davanti a sé aveva due proposte alternative, una secondo Dio, impegnativa ma liberante, l’altra più facile ma non durevole. Se sei il Messia trasforma le pietre in pane, dà da mangiare alla gente, accontentali sempre, fa quello che ti chiedono. Col tuo potere di Messia stupiscili con miracoli eclatanti, buttati giù dal pinnacolo del tempio senza farti male, ne rimarranno incantati e ti verranno dietro. Usa il potere che hai, usa la ricchezza per comprare e dominare il mondo, le autorità, le persone. Così tutti i poteri del mondo saranno sottomessi a te.
L’altra via sappiamo essere quella della croce, del dono della vita attraverso la fatica, la sofferenza, il cammino lento ma che tocca il cuore delle persone e lo trasforma in modo da aderire e rispondere liberamente e responsabilmente a Dio percepito come il bene assoluto che dà consistenza a tutte le altre realtà umane.
Queste sono le due vie che si aprono pure davanti a noi. La tentazione ci misura, ci pone nella condizione di dover sempre giudicare per poi scegliere chi vogliamo essere e come impostare la nostra vita.
Confrontandoci con la figura di Adamo ritroviamo la grandezza dell’uomo che, per quanto fatto di polvere, è però impastato dalle mai di Dio e reso vitale dal suo Spirito. E proprio perché fatti di polvere trovano in noi spazio dubbi, egoismi, ribellioni. Entrare nel progetto di Dio, fidarsi di Lui o estrometterlo dalla vita dando retta a quella voglia innata di volersi mettere al suo posto, evitando così la necessità anche di dover fare i conti con Lui. Questa è la tentazione, nella sua essenza, per tutti. Irrimediabile la nostra condizione umana allora?
Ecco la Quaresima, la Pasqua, la Redenzione.  Dio non allontana l’opera delle sue mani. Dio ci rende di nuovo giusti nel mistero pasquale di morte e risurrezione del figlio Gesù. In lui ci rende liberi, nel senso che è finita la condizione per cui non possiamo fare altro che peccare. Se vogliamo ora possiamo dire di sì a Dio ed essere liberi di aderire consapevolmente al suo progetto. Con tutti i limiti e le debolezze, le fragilità insite nella natura umana, però nell’adesione a Gesù Cristo e alla sua opera redentrice possiamo farcela, lui è in grado di condurci fuori dalla sfera del peccato sia come atto singolo quanto come potenza che seduce.
La Quaresima allora mette alla prova chi veramente scegliamo di essere. Non si tratta di conquistare pane e potere il più possibile, ma di ricevere il senso della esistenza come un dono e una risorsa per noi. La vera adorazione a Dio non è solo quella che esprimiamo nel culto e nella preghiera, ma nella vita e nelle scelte quotidiane.
d.g.m